le YANA, discipline dello
YOGA EVOLUTIVO

Yana
significa letteralmente 'veicolo' ed è un concetto che si è sviluppato fin dall'antico Buddhismo. Il veicolo è il mezzo utilizzato
dall'adepto per percorrere la via che conduce al risveglio. Nell’insegnamento di Paolo Menghi è il
termine che indica le tre discipline dello Yoga Evolutivo.
Ekatva
Yana ‘La via dell’integrazione nell’unità’.
Studia la relazione dell'individuo con il proprio organismo, con l'obiettivo di condurlo verso una crescente interezza, armonia, forza e coerenza. Questa disciplina prevede l'apprendimento di tecniche di integrazione psicosomatica e di utilizzo
consapevole del respiro, derivanti dai principali sistemi di yoga e di meditazione, per attivare al
proprio interno un'osservazione neutra e non giudicante e l'accettazione di ciò
che accade a livello fisico, energetico, emotivo e mentale. per approfondire
Tejas
Yana ‘La via della lama affilata’
E'
una disciplina che prevede l’apprendimento di tecniche marziali connesse alla
pratica meditativa per imparare ad utilizzare e superare le reazioni emotive
che insorgono nell'ambito di ogni relazione conflittuale e competitiva.
L'obiettivo della pratica è di studiare
le relazioni tra individui nella ricercare della neutralità nell'azione.
Vairagya
Yana
‘La via del contatto e del distacco’.
E'
incentrata sullo studio delle relazioni tra individui e nei gruppi, con
l’obiettivo di sviluppare il livello di autonomia e di interdipendenza di
ciascuno. Privilegia il contatto quale canale d'intervento curativo, basato
sull'ascolto ricettivo e l'accoglimento.
Prevede,
a tal fine, la conoscenza del proprio funzionamento fisico, emotivo e mentale
come condizione necessaria per la comprensione di un altro essere umano. Guida
alla ricerca dei meccanismi che distorcono la percezione della realtà e
offuscano l'intuizione.
